lunedì 22 dicembre 2014

Natale 2: Il Natale indipendente delle Tartarughe Ninja e Bone

Tra un impego e l'altro i post dedicati al natale (come questo qui) sono saltati tutti, tranne ovviamente quelli dedicati ai fumeti...
Cominciamo con lo speciale natalizio di Bone, firmato da l'insuperabile Jeff Smith.
In questa storiellina di appena 4 pagine Smith riesce a mettere in contrasto la visione consumistica/moderna del Natale (tradizione di Boneville) con la festa del soltizio d'inverno, più arcaica, legata ai cicli planetari e ancora in uso tra gli abitanti della Valle.
Con la consueta comicità e la critica ricca di spirito, Phoney Bone e Thorn ci illustrano le usanze tipiche dei due mondi, che grazie alla straordiaria e infantile arguzzia di Smily Bone, si fondono (seppur spesso in maniera inconspevole) nelle tradizioni della nostra terra.
Ecco allora che le fronde del pino, sempreverde portato in casa per simboleggiare la vita che mai cede il passo dinannzi alla morte (neanche nel giorno più corto e buio dell'anno), ospita ai suoi piedi i regali, simbolo si di consumismo (come illustra Phoney) ma non solo. Come ci viene mostrato da Bone nella splendida sequenza finale, il dono, può essere visto anche come gesto riconciliatore che esalta l'unione degli uomini al disopra dei contrasti.

Seconda micro serie (serie da un solo numero) create da Eastman e Laird per le Tartarughe Ninja. La storia del 1985 intitolata "Gli alieni di Natale" è dedicata (oltre al Natale) a Michelangelo. Michelangelo è il più infantile dei TMNT ed è proprio grazie a questo suo spirito che Mikey supera le difficoltà generate dalla sua natura. Leonardo ha la matura accettazione delle cose, Raffaello si sfoga con la violenza, Donatello evade nella tecnologia e Michelangelo si fa una risata, accettando la sua condizione di mostro, ridendo delle disgrazie ma senza lasciarsi scappare una sola possibilità di gioia. Proprio durante una delle sue "ricerche della felicità" il senso di meraviglia porta Michelangelo ad imbattersi in un negozio di giocattoli, e in un gattino di nome Klunk.
I toni della storia differiscono pesantemente dalla precedente, come del resto differiscono anche il genere e l'ambientazione. Gli alieni di Natale è un'avventura in pieno stile action, con rapine, sparatorie e corse automobilistiche tra le strade di New York City. Centro della storia è un carcio di giocattoli (Litle Orphan Aliens) destinati ai bambini di un orfanatrofio, che vengono rubati da un gruppo di rapinatori, Michelangelo sventa il crimine ma purtroppo deve fare i conti con la realtà dei fatti: se consegna il carico rubato alla polizia, le autorità lo sequestreranno come prova o peggio. Allora, dopo una splendida scena di giochi, lo scontro con i ladri e la fuga dalle guardie, c'è un'unica soluzione per poter regalare un sorriso ai poveri orfani. Storia incentrata sulla gioia, il dono e (come di consueto nei fumetti delle Tartarughe Ninja) aiutare il prossimo anche se ti considera un mostro.
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