martedì 6 agosto 2013

Il Nuovo Fumetto delle Turtles tra Eastman e Ultimate


Non riuscendo a dormire per il caldo e avendo la donna dispersa nelle Puglie, no ho trovato modo migliore di aspettare l'alba che scrivere un post sul nuovissimo fumetto delle Tartarughe Ninja che io personalmente chiamo Ultimate Turtles! Sul fatto che quasi tutti i fumetti d'azione che escono oggi sono in realtà la versione ultimate di vecchi fumetti ci torniamo un'altra volta perché oggi si parla solo del TEENAGE MUTANT NINJA TURTLES di Eastman, Waltz e Duncan (No MacLeod)...

Si, avete letto bene Kevin Eastman di Eastman e Laird gli  scrittori/disegnatori che nel lontano 1984 inventarono le Tartarughe più amate di sempre, raggiungendo un successo planetario che portò i giovani scrittori a guadagnare cifre ragguardevoli con cartoni, pupazzi, e tutto il merciandaising vendibile immaginablile

Mio personale fazzoletto di stoffa delle Turtles












All'epoca i due seppero realizare un fumetto giovane, innovativo, dai toni oscuri e violenti, dove risaltava il disagio delle nuove generazioni che si sentivano emarginate dalla società per i loro usi e costumi. La metafora dei mutanti che vivono nelle fogne perché l'umanità li taccerebbe subito come mostri, si affianca a quella dell'immigrazione: Splinter (padre delle Tartarughe) viene direttamente dal Giappone, è un emigrato di prima generazione che non vuole rinunciare alle sue tradizioni, trasmettendole ai figli con il Ninjitsu e un rigido codice comportamentale incentrato sull'onore. Dal canto loro le Tartarughe sono emigrati di seconda generazione, newyorkesi cresciuti a pizza e televisione, in perenne conflitto tra la mentalità da adolescnti americani e i dogmi delle antiche filosofie nipponiche.
Le Tartarughe, mediando questo coflitto interiore, si rendono capaci di compiere qualsiasi impresa, affidandosi alla volontà, all'ingegno e talvolta all'aiuto degli unici umani che non li considerano mostri ripugnanti: April O'Neil e Casey Jones.
Ma cosa rimane oggi di un mito che da quasi trentanni infesta le fogne dell'immaginario collettivo?
Tutto e niente: tutto perché a mio modesto parere la rivisitazione del mito è riuscita, i caratteri dei personaggi sono rispettati con il disagio giovanile che viene rappresentato mediante non più l'essere mutanti extracomunitari (chi più fa caso a certe cose oltre i leghisti?) ma una condizione di ricercati che li accompagna dal primo numero. Ci sono gli allenamenti atti ad affinare la volontà, c'è la comicità, utile per superare i difficili momenti di una vita da reietti e c'è pure un momento di dasagio giovanile (tutto caricato sulle spalle del giovane Casey che ha la madre morta e un padre con la sbornia violenta).

Niente invece perché, oltre agli ovvi riammodernamenti per raggiungere un pubblico più gggiovane, mancano (almeno per ora) le due componenti fondamentali della serie originale ossia violenza e fantascienza (dio solo sà quanto queste cose siano importanti nella vita di un nerd) per quanto riguarda la violenza (con violenza intendo l'affrontare direttamente senza se e senza ma mostri nati dai malesseri che affliggono la nostra società) non credo che ne troveremo molta in futuro, bene far vedere un vedovo che sganassa il figlio ma non azzardatevi a parlare di mafia, settarismo raziale e progresso scientifico sfrenato, che il pubblico di oggi è sempre a rischio complessi e poi in redazione chi vuole sentire le mamme bigotte minacciare di far chiudere la testata. Osate case editrici, osate! Che dio c'ha dato una sola vita e io ho tanta voglia di leggere bei fumetti nel tempo che mi rimane.
Per la fantascienza ho ancora delle speranze, vista la presenza di Baxter Stockman e da un disegno di Krang trovato in internet. Robot e Alieni (wow) che nelle storie originali condivano le avventure delle Tartarughe una volta si e l'altra pure, a differenza del cartone del '88 dove i nemici erano per lo più mutanti e le storie molto incentrate sul tema dell'inquinamento (il mutageno era spesso sinonimo di rifiuti chimici e scorie nucleari).

I legami con il vecchio cartone TV sono pochi e legati maggiormente all'estetica (nemici mutanti e bandane di colore diverso), una similitudine si ritrova con il cartone un pò più nuovo e un pò più molto fedele al fumetto di Eastman e Laird, dove si accentuano i legami con la tradizione nipponica, qui vista nella storia di Hamato Yoshi raccontata dal maestro Splinter che getta una nuova luce sull'origine delle Tartarughe Ninja, legandola a un antica leggenda del Giappone feudale.
Totale assenza di Shrader muso di latta e un'April O'Neil, ricercatrice come nelle storie originali, poco rilevante ma legata alle Tartarughe già dalla loro infanzia.
Menzione speciale (come sempre) per Raffaello che come diceva Splinter nel primo film (cito a memoria) "Un giorno io non ci sarò più e voi dovrete essere uniti per riuscire ad affrontare dolore, rabbia e paura. Tu Raffaello, sei l'unico dei mie figli che può affrontare questi demoni da solo" mai dette parole più vere sensei.
Anche qui Raffaello è il solitario, irascibile e impulsivo, questo suo carettere è dovuto (salvo misteriosi legami col Giappone feudale sopra citati) a una delle trovate più esaltanti della serie.
Raffaello non cresce insieme alla sua famiglia, ma al momento della mutazione è solo e passa i primi quindici mesi di vita (quindici anni umani) in strada, nella completa solitudine, facendo il vigilante.
Il prematuro staccamento che lo rende apparentemente orfano, avviene a causa del miglior combattimento visto fin ora: Volume 2, la sfida tra animali, Splinter vs Vecchio Diavolo (un gatto che mutera di li a poco) durante il combattimento Splinter sembra soccombere quando un Raffaello, prematuramente incazzato, si scaglia contro il nemico facendolo fuggire, garantendo la salvezza di suo padre e dei suoi fratelli (la prima miniserie è tutta incentrata su questo distaccamento e le relative ricerche)
Ultima Parentesi, sempre su Raffaello, è la pubblicazione, nel terzo volume, della prima Micro-Serie in pieno stile Eastman e Laird, che lo vede protagonista insieme a Casey e a una Sexy Volpe di nome Alopex.
In questa storia si registra la comparsa di due vecchi amici (si fa per dire) del vecchio cartone animato ma soprattutto merita di essere ricordata per gli straordinari disegni del compianto Salvatore Urru, sempre bravo nella scelta delle inquadrature e nella rappresentazione del movimento, abilissimo nel rendere le emozioni sui volti di mostri bestiali.
Ottima anche la colorazione, utilizza toni chiari sapentemente sfumati, anche questo è un lavoro made in Italy, made Fabio Mantovani.
Per un voto bisogna aspettare almeno la fine di una serie, comunque avrà la mia fiducia ancora per qualche numero, non molti se non aumentano di spessore (non intendo il numero di pagine) le storie e non introducano qualche altro elemento di novità.
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