martedì 25 novembre 2014

5 fumetti da 3- (Tre SupeRagni Meno)


Cinque fumetti usciti nell'ultimo mese che (a malincuore) vengono gettati nelle sempiterne fiamme di Marte dio della Guerra. I fumetti in questione non sono assolutamente delle schifezze ma ognuno di loro ha dei piccoli, piccolissimi difetti che purtroppo pregiudicano (ai miei occhi) l'andamento di opere che potevano dare molto ma molto di più...

Cominciamo queste cinque piccole critiche con un fumetto che ho pubblicizzato su vari canali: "Lancelot 2" di Istin, Peru, Alexe, Lamontagne e Héban (Recensione Lancelot 1).
La domanda sorge spontanea: perché il volume uno mentre e il volume due no? Semplice.
Benché l'apparato grafico del fumetto sia sempre ben curato, esaltante e coinvolgente (roba da poster che vorremmo appendere in giro per casa) le due storie presentate in questo volume sono oltremodo, scontate, noiose, scopiazzate e quindi prive dell'originalità che mi aveva esaltato durante la lettura della prima parte. Purtroppo le ottime premesse di una rilettura del mito arturiano muoiono quando, andando avanti nella lettura, ci accorgiamo che tutto (ma proprio tutto) è come ci è stato raccontato mille volte e quando si intravede un barlume di novità arrivano le scopiazzature al film/romanzo "Le nebbie di Avalon" e l'opera è ormai condannata a ripercorrere pedissequamente le vicende conosciute dal mondo intero ruotandole però attorno alla figura di un Lancillotto del Lago sessualmente confuso. Scontato e Noioso, genera una frattura con l'originalissimo capitolo uno. 3-

Di Empier (Pécau e Kordey) ne avevo parlato solo sui social cosi... non sete iscritti a nessun social coso del SupeRagno? Siete giustificati solo se andate subito ad iscrivervi QUI. Torniamo ad Empire, un opera (per certi versi) da considerarsi l'esatto opposto della Lega di Alan Moore, perché, come nella Lega degli Straordinari Gentleman gli attori in gioco sono tutti personaggi della letteratura  ottocentesca, in Empire il mondo della fantasia è rilegato nelle credenze di qualche sognatore (tra cui uno dei protagonisti) e benché se ne parli molto, il fumetto non ci fornisce mai prova provata della loro esistenza preferendo alterare fatti, personaggi, vicende storiche e scoperte scientifiche REALI. Una cosa che (insieme all'ottima trama) ho molto apprezzato e che aumenta prepotentemente la componente Steam Punk dell'opera. Andiamo alla critica, i dialoghi: lunghi, vuoti e didascalici, probabilmente per colorare maggiormente personaggi e ambientazione (serviva realmente ???) Pécau pecca di ingordigia tramutando la quasi totalità dei dialoghi in grassi mattoni saturi di informazioni e dettagli (spesso scontati) su manovre di guerra, personaggi storici, scoperte scientifiche storia e geografia tanto da appesantire la lettura. Il classico esempio del troppo che stroppia tanto che a tratti sembra, non di leggere un fumetto del XXI secolo ma un romanzo del XVII (di quelli pesanti). Altro difetto (da imputare però alla casa editrice) è il formato dell'albo che costipa oltre misura le splendide tavole di Kordey, un piccolo Moebius specializzato in macchine a vapore e figure umane, abilissimo nella scelta delle inquadrature e capace di rappresentare la quiete della natura e il caos della battaglia con la medesima intensità. 3-

Il mondo è cambiato... qui inizio a fare il vecchio rompibale. Possibile che una (mi si passi il termine) "cagatina" in bianco e nero di 60 pagine come Star Rats II venga a costare 4€ mi chiedo se in Panini sappiano quanto costano i panini (quelli che si mangiano), perché non credo. Non voglio sentire nessuna scusa sulla patinatissima carta dove è stato stampato o la copertina rigidissima e sbrillucicosissima, non me ne frega niente perché Star Rats Episodio IV era stampato su una carta del menga, con una copertina del menga, disegni e battute molto più grezze e comunque dava e da 5 giri di campo a questo fumetto del menga, perché la carta non conta niente (soprattutto oggi), conta il contenuto. Pace all'anima di Ortolani che fa il possibile con la Star Story più brutta e sconclusionata mai prodotta da Lucas, facendo ridere spesso, trovando il modo di parodizzare quelle quattro scene in croce che uno ricorda con meno disgusto e sopratutto (ad Ortolani va il merito) di essere riuscito a rappresentare il mutamento di Anakin A Fenner in maniera molto più credibile e appassionante di quanto visto nella versione "seria". Storiella nella media, misera per forza di cose (se della nuova trilogia avessero fatto un unica storia come per il capitolo IV la trama sarebbe stata nettamente superiore, come le battute, e ne io, ne i lettori, ne l'autore stesso, serrammo stati qui a lamentarci) nettamente inferiore ad altri capolavori del maestro e vero furto editoriale. 3-

Ragazzo Invisibile o Fumetto Invisibile? Il gggiovane supereroe italiano si becca un 3- con riserva (gli do fiducia e leggerò sicuramente la seconda parte) perché il fumetto liberamente ispirato al film di Salvadores (uno che se ci prende fa un capolavoro, ma se sbaglia mira ti spara nei testicoli) è totalmente impalpabile, disegnato e scritto molto bene per carità ma (almeno a me) non trasmette niente, neanche la curiosità di vedere cosa accadrà in futuro a differenza di ciò che avviene con Highway to Hell (giuro che ne parliamo presto). Purtroppo è solo il primo volume e non fornisce grossi spunti di dibattito. 3-

Black Death (anch'esso solo al numero 1) è già a un livello molto superiore del ragazzo invisibile. Disegni splendidi di Fabian Trerè, trama intricata, storia accattivante, colpi di scena a non finire e tanta, tanta sana paura e pure un po' di sgnacchera che con l'horror (si sa) e la morte sua. Come fa all'ora un fumetto dalle qualità indiscusse come Black Death a beccarsi un  3- (con riserva)? Per spigarlo meglio faccio un paragone con un altro numero uno dello stesso genere uscito recentemente cioè Highway to Hell. BD ha storia, trama, disegni, personaggi, ambientazione, conflitto e nemesi nettamente superiori e maggiormente intriganti del cugino HtH ma (a differenza di quest'ultimo) ha un piccolo difetto che pregiudica la qualità altissima del fumetto, i dialoghi: Spessissimo i personaggi si trovano a rimarcare dialogicamente ciò che stanno compiendo fattualmente o parlano con frasi fatte vuote e scontante, per molti questo non è niente, ma per me è un difetto, che lo distanzia da un fumetto come HtH che se pur palesemente inferiore è assolutamente impeccabile nella trasposizione delle vicende. Nonstante i piccoli difetti sopra enunciate Black Death mi ha letteralmente catturato e consiglio caldamente la lettura a tutti anche se siamo ben lontani da quel capolavoro artistico che è suo fratello maggiore "Cannibal Family" di cui vi parlerò presto.

Tre SupeRagni meno su cinque per tutti.


Il vostro Marziano SupeRagno dell'Internet.
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