venerdì 25 ottobre 2013

Watchmen e Post Watchmen (The Boys)


Watchmen ha creato una frattura nel genere supereroistico, aprendo uno squarcio dove tutte le maschere e i mantelli sono precipitati, diventando vittime, più o meno ignare, di un ineluttabile senso di inadeguatezza e impossibilità di cambiamento. Era il 1986 e da quel giorno niente è stato più come prima.
Le verità contenutistica dell'opera e la qualità della narrazione hanno fatto si che ogni singolo autore (tranne Grant Morrison ma ci arriviamo dopo) e ogni singola casa editrice, per volontà o necessità, si sono trovati costretti a seguire la linea dettata dal maestro, senza tentare minimamente di superare (tranne Morrison) o approfondire il mondo che Alan aveva costruito per i supereroi, questo fino a The Boys...


Ho appena finito di leggere l'ultima grande fatica di Garth Ennis e ne sono uscito completamente soddisfatto.
Stupendamente scritto, una trama complessa e perfettamente esposta, priva di buchi, di tempi morti o delle deviazioni e delle forzature di Preacher, la capacità dialogica di Garth è sempre stata di altissimo livello ma con The Boys ha raggiunto ufficialmente i mastri come Tarantino e Moore, per non parlare della caratura psicologica dei personaggi e dei mitici disegni di Robertson.
The Boys è il continuo naturale di Watchmen sia per tematica di base che per ambientazione: per i suoi anti-eroi Garth ha costruito un universo dove (come in Watchmen) le maschere, forti della loro condizione Super(sovra)Umana, spadroneggiano sul mondo e su chi lo abita, più che schiacciando e manipolando gli umani, trattandoli come carta da culo. Ma non fermiamoci qui, perché come ho detto The Boys è un vero fumetto post Watchmen, in cui Garth si prende la bega (facendone il perno della narrazione) di rispondere all'annosa domanda che perseguita gli uomini da Giovanale a Morre: Who Watches the Watchmen? I Boys!
La Parola magica di oggi è Post Watchmen, perché come l'opera di Moore si prefissa l'annichilimento del genere supereroistico, The Boys invece si impegna ha superare quella condizione.
Dite di no? Va bene, ma scerebbe meglio andare a vedere nel dettaglio lo spirito delle due opere, partendo dal punto fermo che le maschere di Moore e i super di Garth condividono lo stesso spirito. Watchmen è un opera che fatico a definire supereroistica e per questo la definirò nichilista visto che l'autore si è ha ritratto delle maschere che a differenza dei veri super, senza macchia e senza paura, sono semplici umani macchiarti dalle difficoltà della vita, spaventati da loro stessi e dal mondo che li circonda.
Per farla breve: Ozymandis è macchiato dalla sua condizione di superuomo mancato e spaventato dalla piega che sta prendendo l'umanità, il Dr. Manhattan è macchiato dalla condizione di superuomo riuscito che lo rende distaccato dalla vita, ha paura di perdere la donna che ama e con essa la sua umanità, il Comico è macchiato dalle lordure compiute negli anni ed è spaventato all'idea che esista qualsiasi cosa superiore a lui e alla sua visione di un mondo precario che ha contribuito a costruire, Spettro di seta è macchiata dalla volontà impostagli dalla madre e spaventata perché la volontà della madre corrisponde esattamente alla sua natura trasmessagli dal padre, il Gufo Notturno è macchiato dalla inettitudine umana e spaventato perché non si sente all'altezza del suo ruolo di super, allora, cosa c'è di "SUPER" in queste maschere? NIENTE DI NIENTE. Poi arriva Rorschach, l'eccezione che conferma la regola, Rorschach a differenza degli altri, ha subito tutte le angherie e le malvagità di cui la vita è capace, ha visto il volto peggiore del mondo e questo lo ha fatto sprofondare nella follia più totale, una follia nichilista e perversa in cui trova la forza di rialzarsi immaginandosi un nuovo io capace di superare i suoi limiti. è disposto a sacrificare la propria vita per la verità, SI il pazzo, schizofrenico, bipolare, ossessivo, sregolato e violento è l'unico eroe possibile in un mondo che si avvicina al collasso.
 Allora c'è qualcosa di Super in Watchmen? No perché la scelta di Rorschach come moderno Virgilio mascherato è un espediente narrativo utilizzato proprio per coinvolgere al meglio il lettore di super più dogmatico e considerando il finale vediamo l'impossibilità del singolo di cambiare le cose (concetto lampante nel dialogo tra Dr. Manhattan e Ozymandis) ma ancora più esplicito e lampante quando (non me ne voglia il Dr.Mhanattan Apreda) il figlio di puttana colorato di blu lo smolecola prima che il povero Kovaks porti la verità al mondo. Niente di meno supereroistico è mai apparso sulle pagine di un fumetto (ben vengano le discussioni nei commenti).
Le cose che ho scritto e la profondità di mille altri concetti hanno letteralmente imposto (per colpa di autori e case editrici incompetenti sia ben chiaro) un modello da cui il mondo dei super (Morrison escluso) non riesce ancora a superare, fino ad ora, perché in un mondo dove una manciata di (super)uomini fanno il bello e il cattivo tempo, solo una squadra di cinque "Rorschach" può essere definita supereroica, quietate la piccola vocina dentro di voi che dice "oh ma i Boys sono cattivi, scorretti e odiano i super, non possono essere definiti supereroi" allora parafrasando Bill Hicks vi chiedo di andare a casa, prendere tutti i fumetti del punitore che avete (non solo quelli di Garth ma tutti) prendete i Demon, quel capolavoro che è Crisi d'identità, mille altri fumetti che non sto a nominare e bruciateli cazzo! Perché ora vi dico una cosa.... quelli sono tutti fottutissimi supereroi, cattivi si, scorretti lo ammetto, che odiano i super va bene, ma secondo voi Hughie, il Francese, la Femmina, Latte Materno e Butcher non sono disposti al sacrificio per fare la cosa giusta? Non difendono il prossimo dai soprusi del mondo? Non Lottano per la verità? La risposta corretta è SI! SI! SI! Ma scusa, gli eroi che hai citato vengono appunto chiamati antiero... Silenzio! Glia anti eroi da sempre fanno parte del genere supereroistico! Anche Batman, Devil, Wolverine e Soldato d'inverno possono essere categorizzatati anti-eroi e ora provate a dire che questi non sono Superuomini "canonici".
Torniamo ai Boys e al loro profondo legame con Watchmen, se Moore ha voluto proporci un universo dove le Maschere sono (come spesso viene detto dalla critica mondiale) una rappresentazione realistica e dettagliata della psicologia superumana in azione nel mondo reale i Super di Garth lo sono ancora di più "No non è assolutamente vero" dite davvero? fermatevi a riflettere un nanosecondo su come sarebbe la vostra vita se foste dotati di poteri aldilà di ogni immaginazione, poteri che non avete guadagnato ne meritato, e dalla nascita vi fosse stato detto che non avete di bisogno di fare niente per il mondo visto che solo con la vostra misera esistenza assolvete ad una funzione vitale (ispirare le genti) sono sicuro che tutti ci sentiremo perfetti, superiori agli altri, intoccabili e come la quasi totalità degli uomini di potere compieremo tutte le malvagità che la nostra mente perversa riesce ad immaginare per il gusto di farlo e solo per il semplice fatto che nessuno è li per impedircelo. In un mondo del genere, quando hai a che fare con merde del calibro del Patriota, cosa puoi fare per aiutare proteggere il prossimo? Utilizzare contro i più grandi bastardi della terra (gente che Hitler a confronto è padre Pio) tutta la forza coercitiva dell'ultra violenza.
Ma The Boys (tutti i dettagli dell'opera verranno sviscerati in un'apposita recensione) oltre a rappresentare in modo realistico la vita dei super sulla terra, fa una critica spietata all'industria dei comics, (incarnata dalla Vought america) Patriota/Superman è un pivello che deve sempre dimostrare al mondo che è il migliore in tutto quando invece l'unico capace di grandi imprese (nefandezze nell'universo dei Boys) è Black Noir/Batman, innegabile? I G-Man/X-Man invece sono stati tutti imprescindibilmente violentati da Godolkin/Xavier innegabile? No se consideriamo lo stupro come la metafora del asservimento fisico e mentale alla causa di Xavier. Così possiamo andare avanti all'infinito ma ci fermiamo perché bisogna aggiungere che tutti i personaggi di The Boys (positivi e negativi) rappresentano diverse sfaccettature della psicologia umana, soprattutto (come ho già detto) la psicologia degli uomini di potere, e dio solo sa quanto c'è bisogno di abbattere i subdoli demagoghi che infestano il pianeta.
Quindi alla fine della storia devo dire che (a differenza delle voci che circolano) The Boys è uno dei più importanti espi di fumetto Supereroistico usciti negli ultimi anni, uno dei pochi che ad aver appreso la lezione di Moore ed essersi spinto oltre.
Ma è  il solo ad averlo fatto? No, un esempio lo troviamo in italia, Rat-Man! Dove, dal numero 76 in poi, concetti come la necessità di aggiornare l'eroe canonizzato per farlo tornare ad affrontare le nuove sfide del mondo invece di lasciarlo marcire nel suo involucro sgargiante e la critica spietata al controllo editoriale che genere un capovolgimento di fronte tra bene e male sono diventati pregnanti. Poi c'è ovviamente Moore a portare avanti i Super post Watchmen, con Top-10, perché in un mondo dove tutti sono super i veri eroi sono quelli che tutti i giorni lottano per difendere la giustizia come (magari fosse sempre così) i poliziotti.
E alla fine arriva Morrison, uno che dal suo esordio nel panorama internazionale, ha seguito un altra via e che continua a ripeterci come sia inutile ai fini del medium supereroistico (non culturali) tutto quello di cui abbiamo parlato fin ora. Secondo lui (e mi sento di condividere) la forza dei Supereroi sta proprio nel essere perfetti, smacchiati e un po infantili, visto che non devono fornire una rappresentazione dell'uomo ma un modello a cui tendere (come gli dei). Queste due visioni, all'apparenza dicotomiche, non si escludo a vicenda (vedi Tom Strong e sopratutto la poetica di Ortolani) perché, citando Capitan Allen Adam di Superman Beyond:"Nel mondo non esistono opposti ma solo simmetrie" e questo genere di opere anche quelle più "apparentemente contrarie" al genere supereoistico (come The Boys) portano ad un unico e solo risultato, alimentare in noi lettori e potenziali scrittori il fuoco sacro dei fumetti, riconfermando che l'epitaffio sulla lapide di Superman è e sarà sempre...

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