domenica 7 luglio 2013

Allarme Nerd! Batman è un plagio!!



Finiti gli esami ritorna il SupeRagno per sciogliere un dubbio che attanaglia gli uomini da quasi un secolo: Batman nasce da un plagio? Per troppo tempo ci hanno rabbonito con la storia di Bob Kane unico creatore dell’originalissimo cavaliere oscuro, ma questa storia risponde alla verità o si tratta dell’ennesima panzana frutto dei soliti complotti borghesigiudaicosodomiti? Scopriamolo insieme su Rieducational Batman...



Batman nasce nel Maggio 1939, creato da Bob Kane e Bill Finger sulle pagine della rivista Detective Comics, una rivista antologica che raccoglieva storie inedite di genere noir/poliziesco/hard boiled. Alla sua prima uscita, nel numero 27, Batman presenta già tutte le caratteristiche che lo consacreranno come Supereroe più famoso e amato del mondo (io non c’entro, a me piace l’Uomo Ragno)


In questa prima avventura, di sole sei pagine, vediamo il pipistrello risolvere “il caso del sindacato chimico”.
Primo must/caratteristica/punto di forza del personaggio è infatti il risolvere casi, misteri apparentemente insolubili che solo The Bat-Man (nome originale) con il suo ingegno può risolvere. Secondo must dell’eroe è l’uso spregiudicato della forza bruta e una preparazione fisica sovrumana descritta nelle scene di violenza con frasi come  “destro tremendo” e “mani d’acciaio”. Terzo must sono le astuzie e la risolutezza messe in gioco per sventare gli (apparentemente) infallibili piani dei nemici. Quarto must le ombre, utilizzate fin da subito come rifugio sicuro, perfetto per sfuggire alla vista dei criminali e sferrare colpi a sorpresa. Quinto il senso della giustizia, a fine storia Batman molla uno sganassone in faccia al nemico e questo precipita in un serbatoio d’acido, il commento di Batman? “Giusta fine per uno come lui”. Sesto e ultimo must (la parola must sta lentamente diventando un must del post) sono l’annoiato Bruce Wayne e il paternale commissario Gordon, il commissario porta Wayne sulla scena di un crimine perché come dice lo stesso Gordon a fine albo “Bruce Wayne è un simpatico ragazzo, ma deve fare una vita molto noiosa. Sembra che niente lo interessi”. Il fumetto finisce con la porta di casa Wayne che si apre e ne esce Il Bat-Man (annoiato e senza interessi). Due must che mancano nella prima storia sono: i BatAggeggi (arrivati con Robin e sedimentati dalla serie con Adam West) e l’eterna domanda se Batman è più interessato a combattere il crimine o salvare le persone (entrambe le strade portano allo stesso risultato, ma psicologicamente c’è una netta differenza) è un must tratto diversamente da autore ad autore e noi su questo argomento possiamo aprire un dibattito lungo una vita e una volta lo facciamo.
[Ora anche chi è stato ibernato negli ultimi 70 anni sa da dove viene e da cosa è composto il mito del cavaliere oscuro]

Tutta farina del sacco di Kane/Finger o qualcuno aveva già creato dei Supereroi del genere?
Facciamo tre esempi di personaggi che all’epoca tiravano più di Batman dopo il film di Tim Burton:
The Shadow, The Green Hornet e The Black-Bat.


The Shadow è un Supereroe creato da Walter B. Gibson nel 1930 (9 anni prima di Batman) come personaggio radiofonico che annunciava i diversi spettacoli della trasmissione Detective Stories. Visto il successo del personaggio a Gibson fu affidata una serie di romanzi, l’ultimo dei quali è uscito nel 1980. Nel ’36 uscì il primo numero del fumetto The Shadow di Edd Cartier e nel ’37 riprese il programma radiofonico con la voce di un giovanissimo Orson Welles.
Ora vediamo meglio le caratteristiche comuni dei due eroi. La storia di The Shadow narra di un ex-pilota d’aerei (Kent Allard) che ha combattuto nella prima guerra mondiale (preparazione militare 1) che finge la sua morte per poi tornare a New York privo di identità e vincoli umani (la solitudine 2) e dichiara così guerra al crimine (e 3). The Shadow, come dice il suo nome, è uno di quei supereroi che si muovono nell’oscurità (4) cambiando continuamente identità (SuperFigata tutta sua, anche se sappiamo che Batman ha almeno una dozzina di identità civili che utilizza per le indagini quindi 5), utilizza due pistole (anche il Batman delle origini aveva la pistola 6) non per sconfiggere alieni o nazisti ma per risolvere dei misteri (7). Sette caratteristiche che comunque non fanno ancora un Batman. Allora prendiamo The Green Hornet e vediamo se possiamo aggiungere qualche prova che confermi il plagio.


The Green Hornet nasce nel 1936 (3 anni prima di Batman) ad opera di George W. Trandle e Fran Striker  per una trasmissione radiofonica. Sotto la maschera di Green Hornet troviamo Britt Reid un editore miliardario (1) che dalle colonne del giornale Sentinel dipinge il Calabrone come un pericoloso criminale (spesso Batman è visto come criminale dalle forze dell’ordine quindi 2) combatte il crimine grazie alle sue straordinarie capacità deduttive (3) e l’utilizzo delle arti marziali (4)  sempre accompagnato dal fedelissimo Kato (un Robin ante litteram, picchiatore orientale, interpretato nella serie tv da Bruce Lee 5). Per finire Green Hornet possiede una supermacchina e una serie pressoché infinita di gadgetcalabroni (6). Altre sei caratteristiche comuni, bastano? NO! Allora proviamo a fondere i due personaggi, basta? NO! Perché nel caso di Batman due più due porta sempre e solo cinque! E perché? Ma perché Batman non è solo lotta al crimine, cazzotti e superbataggeggi, Batman è soprattutto un uomo, un uomo capace di trascendere la sua limitatezza per raggiungere delle vette così alte che troppo spesso Superman ha faticato a raggiungere. Batman è un coltello svizzero della narrativa, capace di passare da vendicatore oscuro(anni 30) combattente per la libertà (anni 40) educatore spiritoso e sorridente (anni 50-60) avventuriero gotico/depressivo (anni 70-80) picchiatore violento e brutale (anni  90) fino alla gestione Morrison che lo incorona a Superuomo assoluto, capace di vincere tutti i traumi, le paure e le idiosincrasie che si portava dietro da settant’anni.
Un lavoro semplice semplice come far uscire un'anatra da una bottiglia senza rompere il vetro e senza uccidere l’anatra.


Allora ci troviamo davanti ad un plagio d’autore? NO! Quello che ci troviamo davanti si può semplicemente definire evoluzione artistica, oppure un processo di raffinazione e distillazione alchemica di un archetipo presente nella coscienza umana fin dall’alba dei tempi, ma tanto chi ci sta più dietro a queste cose. Se non vi convincono le mie parole allora andate a prendervi Billy Bat di Naoky Urasawa (volume uno, capitolo sette) e rileggetevi il dialogo tra Kevin e il mastro di manga Zofu a proposito di cosa è il plagio.


Post finito, spero che… aspettate dimenticavo The Black Bat! Questo è perché non si scopra che Batman è copiato vero? NO!

http://comicsbeat.com/wp-content/uploads/2012/10/BlackBookDetective_winter1943.jpg
Quì alle prese con il malvagissimo alano di quattro bassoti per un danese
The Black Bat è un supereroe del 1939 creato da Norman Daniels per la serie a fumetti Black Book Detective. The Black Bat è un avvocato che viene accecato da un criminale e dopo una serie di operazioni acquisisce il potere di vedere anche di notte… aspetta un attimo… ma questo non è Batman! È Devil! Stan Lee copiaaaa!!! Devil puzza!! La Marvel e come Luttazzi!


 
P.s. Stan Lee è un grande, Devil è uno dei miei Supereroi preferiti, la Marvel è un'istituzione sovrannazionale e Luttazzi è un genio.



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