lunedì 26 maggio 2014

I vecchi nuovi X-Men (Analisi dei Nuovi Mutanti di Claremont - Sienkiewicz)

1984, la Marvel si accorge che gli X-Men sono cresciuti e non possono più rispondere alle esigenze di lettori giovani e ribelli che pretendono una squadra di supereroi adolescenti e disturbati, c'è bisogno di una ventata di aria fresca che incarni la furia dei giovani punk che, dall'Inghilterra, muovono i primi passi verso gli stati uniti. C'è bisogno di un manipolo di eroi che abbia le radici ben pianete nelle problematiche giovanili, che affronti il disagio di una generazione schiacciata tra una placida guerra fredda e la paura del cambiamento ormai alle porte, allora chi chiamerai? La risposta in Marvel sembra chiara: Claremont, che imbastisce in fretta e furia una prima formazione di Nuovi Mutanti, la squadra funziona, ma abbiamo bisogno di Bill Sienkiewicz per fare in modo che la magia diventi reale...
Le tematiche cardine del ciclo narrativo che prendo in esame sono: il rapporto genitori-figli, l'eredità, l'accettazione del diverso (interno a noi e fuori da noi) e senso di responsabilità. Questi temi spesso non sono sempre palesi, perché i Nuovi Mutanti sono un'opera estremamente simbolica, dove niente è come sembra e la minima sfaccettatura va letta e gustata nel profondo per essere compresa a pieno. Faccio questa piccola premessa perché l'articolo mira a portare alla luce il sotto testo simbolico che rende l'opera di Claremont e Sienkiewicz una perla del genere supereroistico assolutamente unica nel panorama mutante.
Il primo ciclo di storie firmate Sienkiewicz (The Deamon Bera Saga) è incentrato sulla figura di Mirage, (un giovane mutante della tribù Cheyenne con il potere di creare proiezioni mentali) e sul legame che ha con le sue origini indiane. Dopo una breve presentazione dei personaggi nella stanza del pericolo seguiamo la giovane Mirage fuori dallo Xavier Institute (luogo di protezione e comunione con il prossimo) lungo un cammino solitario che la porta ad affrontare il suo animale totemico in pieno stile iniziatico.
I totem altri non che è il gigantesco orso che uccise i suoi genitori quando lei era solo una bambina. Nonostante l'impegno profuso dalla ragazza il nemico viene sconfitto dai nuovi mutanti dopo una strenua battaglia combattuta nel regno del Orso, ovvero il paradiso immateriale dove risedendo gli archetipi  dell'america america pre-coloniale, corrotti e portati all'esasperazione dalle violenze fisiche e psicologiche inferte ai nativi. Con la morte "mistica" del totem (morte magica = cambiamento di condizione) l'orso si tramuta nei genitori di Mirage che si erano sacrificati per evitare che la giovane venisse compromessa dalla pesante eredita culturale alla quale non si può sfuggire.
La storia Pigiama Party (dedicata al robot Warlock) viaggia su due binari parallelli che si (poco prima di metà narrazione) deflagrano fondendo le due trame.
La parte principale narra la fuga per la libertà di Warlock dal suo pianeta natale, veniamo a scoprire che l'alieno mutaforma è originario di un pianeta dove il nuovo nato è costretto ad affrontare (e uccidere) il proprio creatore (padre) per potersi affermare. La splendida metafora mette sullo stesso piano sviluppo umano e sintetico: c'è un detto che dice che diventiamo uomini solo alla morte di nostro padre (sviluppo umano) ed è indubbio che gli apparecchi elettronici vengono resi obsoleti/non più prodotti (uccisi) dai nuovi apparecchi tecnologicamente superiori. SUBLIME.
La seconda trama riguarda un pigiama party allo Xavier Institute e serve per mettere in luce i traumi dei Nuovi Mutanti: Cannonball vene preso, a suo malgrado, come punto di riferimento dal resto della squadra, Sunspot si sentre tradito dal padre da poco entrato nel Club Infernale, Wolfsban causa educazione cattolica non vede di buon occhio il libertinismo delle giovani americane, Magma non riesce ad integrarsi perché viene dall'antica Roma e Magick come giovane satanista cresciuta in una dimensione infernale suscita il timore di tutta la squadra.
Le due trame, dai toni comici e il ritmo incalzante, si incrociano con l'arrivo di Warlock allo Xavier Institute che porta ad un classico scontro di incomprensione che termina con l'accettazione del diverso tramite un immagine che rievoca nella mente degli amanti del Rock l'illustrazione di George Hardie realizzata per Welcome to the Machine dei Pink Floyd (brano contenuto nell'Album Wish You Were Here del '75) solo che a differenza delle due mani robotiche (vuote) di Hardie, abbiamo un robot e un umano cioè due realtà che entrano in contatto.

L'ultima storia (la più interessante dal punto di vista dell'approfondimento psicologico) sfrutta le peculiari caratteristiche dei mitici Cloak e Dagger (uomo-nero-passivo-assorbimento e donna-bianca-attiva-rilascio) per far emergere aspetti caratteristici di Suspot e Wolfsbane.
Sunspost si sente tradito e abbandonato dal padre e per questo cova un profondo risentimento che lo consuma dall'interno e lo porta (una volta assorbiti i poteri Cloak) a scatenare la sua furia contro chi, come Colosso, gli si pone ad un livello di superiorità (Maestro-Allievo/Padre-Figlio).
Wolfsbane invecece è un'orfana che a causa delle violenze subite in infanzia, alla mutazione ferina (licantropia) e l'educazione cattolica che ha radicato in lei molti pregiudizi e dogmi (ragazza estremamente pudica) a tal punto che non riesce esprimere la sua bellezza/luce interiore e per aiutarla a sciogliere le catene del dogma le viene in aiuto il potere di Dagger.
Lo scambio delle parti viene risolto da Cloack che, nonostante la paura iniziale, nonostante il tormento e il dolore che infligge al prossimo, riesce ad accettare la responsabilità e il peso del suo potere, fino a comprendere che la  "cappa" (in questo caso il senso è sia letterario che metaforico) è un dono con cui aiutare meno fortunati, anche perché lui, oltre ad aver sviluppato la forza necessaria per sopportare il peso che lo affligge, può godere della luce di Dagger che lo nutre di speranza.

Nota finale (e molto personale) va a Magik, vera e unica mattatrice della serie. In un gruppo sprovvisto di mentore, dove nessuno sovrasta gli altri, la ragazza spicca come una chitarra solista.
Magik è sempre pronta a gettarsi nella mischia, risolve o tenta di risolvere i problemi della squadra ed è il supporto morale dei Nuovi Mutanti, ma ciò nonostante è mal vista dal resto del gruppo per i suoi modi di fare schietti e le origini sataniche. Magik è (a mio personalissimo avviso) il simbolo di una generazione anticonformista, isolazionista che fa ciò che crede giusto senza curarsi di ciò che pensano gli altri.

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